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Gazzetta di oggi – Scelto il tecnico del TAR.. meglio tardi..

Scelto il consulente: tutto in 20 giorni
Toccherà all’ingegnere Federico Viganò verificare l’allineamento tra il progetto di ripartenza (revamping) della cartiera ex Burgo, così come presentato dalla nuova proprietà, e le emissioni attese sulla base delle caratteristiche dell’impianto aggiornato. In altre parole, il prof del Politecnico dovrà sciogliere i nodi tecnici stretti attorno al riesame e alla voltura dell’Autorizzazione integrata ambientale dalla Burgo a Cartiere Villa Lagarina (Gruppo Pro-Gest), concessa lo scorso giugno dalla Provincia a conclusione della conferenza di servizi. Così come deciso dal Tribunale amministrativo di Brescia, che ha riunito i tre ricorsi a cui era agganciata la richiesta di sospensiva del procedimento (congelata) e rimandato la discussione al 24 maggio 2017. Successiva alla «denuncia di inadempimento di ordinanza istruttoria» del legale di Italia Nostra, Medici per l’ambiente, comitati ambientalisti e un lungo elenco di cittadini senza casacca, la scelta del rettore del Politecnico è del 16 febbraio, giovedì scorso. Ricercatore di ruolo, in forze al dipartimento Energia del Politecnico, Viganò è ingegnere meccanico e vanta un dottorato in energetica. Alla voce “competenze e campi di ricerca”, sul relativo sito del Politecnico, figurano: impianti di potenza a combustibili fossili per la co-produzione di idrogeno, elettricità e calore, con cattura di CO2; modellizzazione di separatori/reattori a membrana per idrogeno e loro impiego in impianti di gassificazione del carbone o di reforming del gas naturale per co-produzione di idrogeno, elettricità e calore; recupero di energia da rifiuti, biomasse e combustibili residuali; analisi di strategie per la gestione integrata dei rifiuti; impatto ambientale dei sistemi di conversione energetica; sviluppo di codici di calcolo per la valutazione delle prestazioni e la simulazione del funzionamento di complessi impianti di conversione energetica; energia eolica. A scorrere l’elenco delle competenze, quello di Viganò sembra essere il profilo giusto per il ruolo di commissario verificatore, che il Tar aveva chiesto di individuare al Politecnico nel perimetro dei suoi docenti. Ordinanza del 21 dicembre 2016 alla mano, il compito del prof è articolato in quattro punti. Primo, Viganò dovrà verificare «la tipologia di modifiche apportate con il progetto in discussione all’impianto per cui è causa, per accertare se tali modifiche, rispetto all’impianto autorizzato nel 2014, rivestano carattere sostanziali ovvero migliorative ai sensi del D.Lgs. n.152/2006 (il Testo unico dell’Ambiente, ndr)». Secondo, Viganò è chiamato a «verificare se e in quali termini la capacità produttiva dell’impianto è aumentata rispetto a quella autorizzata nel 2014 e se ed eventualmente in che misura è stata aumentata la potenzialità termica dell’impianto (produzione energia da gas e rifiuti)». La successiva verifica ha per oggetto «l’eventuale ipotetico incremento di emissioni». Quarto e ultimo punto, il commissario dovrà «verificare se, anche tenuto conto dei precedenti quesiti, sussistono le condizioni di cui all’art. 29 octies del D.Lgs. n. 152/2006 ai fini del riesame dell’autorizzazione integrata ambientale rilasciata nel 2014». Il Tar dettava tempi stretti per la verificazione – entro 60 giorni dalla notifica della sua ordinanza del 21 dicembre – concedendo i successivi 15 giorni per il deposito della relazione, «unitamente agli eventuali allegati». Morale, Viganò dovrebbe completare la sua valutazione in poco meno di tre settimane. A meno di una proroga

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