News,  Progest

Progest – Gazzetta di Mantova – 23.05.2016

La società veneta ha presentato in Provincia i documenti integrativi chiesti dagli enti di controllo
L’inceneritore funzionerà per meno ore. Il 7 giugno la terza seduta della conferenza di servizi
Un solo turbogas e meno fumi
Così Pro Gest migliora la Burgo
Un solo turbogas anzichè due e un inceneritore che funzionerà meno del previsto. Il tutto, per ridurre l’impatto ambientale che i nuovi impianti della ex Burgo avranno sul territorio. Sono queste due delle tante integrazioni alla documentazione originaria che la società Cartiere Villa Lagarina ha presentato venerdì scorso in Provincia per ottemperare alle richieste avanzate dai vari enti nel corso della seconda seduta della conferenza di servizi del marzo scorso. La corposa documentazione è già stata pubblicata, ma solo in parte, sul sito della Provincia. Si tratta di relazioni tecniche molto dettagliate che sono ancora al vaglio degli uffici e che solo nei prossimi giorni potranno essere valutate nella loro portata. Il primo effetto, per ora, è stato quello di ottenere la fissazione della terza seduta della conferenza di servizi per il 7 giugno alle 9.30 nella sede staccata di via Don Maraglio. Da quel giorno riprenderà la conta dei 150 giorni (scattati il 25 febbraio, poi interrotti per consentire all’azienda di presentare le nuove carte) entro cui la Provincia dovrà decidere se autorizzare o no le Cartiere Villa Lagarina del gruppo Pro Gest a riaprire la ex Burgo. Turbogas. Zago, titolare del gruppo trevigiano, ha proposto di sostituire gli iniziali due turbogas Mars100, ognuno con una potenza di 11,43 megawatt elettrici, con un turbogas Titan 250 da 21,315 megawatt elettrici. Questo, si legge, nella relazione, «nell’ottica di una migliore efficienza dell’impianto» e per «migliorare» il suo impatto emissivo. La caldaia a recupero con post combustione per la produzione di 70 t/h di vapore passerà a 73, mentre il sistema di recupero energetico dei residui di produzione con sistema di combustione a forno per la potenzialità di 80mila tonnellate all’anno di residui di produzione salirà da 33,8 tonnellate all’ora di vapore a 35,6 tonnellate grazie all’«ottimizzazione del recupero termico del calore dei fumi». Secondo l’azienda, ci sarà un miglioramento delle emissioni in aria. Un solo turbogas consente di «ridurre ulteriormente le emissioni di Co di circa il 2,5% e quelle di Nox di circa l’1,7%, mentre tutte le altre emissioni non subiscono variazioni». Inceneritore. Con i due turbogas l’impianto di recupero energetico dei residui funzionerebbe per 8.200 ore all’anno, per un consumo di 80mila tonnellate di rifiuti utilizzati come combustibile. Con un solo turbogas le ore di funzionamento scendono a 8.016. Viene anche chiarito che «il riferimento alla dizione sostanza secca riportata nella documentazione del 30 dicembre 2015 e riferita alla quantità di materiale da inviare a recupero energetico è un mero errore di scrittura. Tutti i calcoli effettuati anche in quella sede si riferiscono, infatti, alla quantità di materiale in ingresso ‘tal quale’ ai pretrattamenti, se eseguiti, o all’impianto, in caso di conferimento diretto». Quindi, l’impianto sarà dimensionato per mantenere la capacità di trattamento di 80mila tonnellate all’anno di rifiuti tal quali. Questa quota sarà raggiunta sommando gli scarti della separazione meccanica nella produzione di polpa da rifiuti di carta e cartone (costituiranno dall’80% al 100% del totale ) con quelli di fibre e fanghi contenenti fibre, riempitivi e prodotti di rivestimento generati dai processi di separazione meccanica (massimo il 20% del totale). Aumenterà, però, la portata di sostanza tal quale in ingresso da 9.756 chili all’ora a 9.980, con conseguente aumento della portata dei fumi in uscita. Nonostante questo, però, «le emissioni totali previste risultano sempre inferiori rispetto alle emissioni derivanti dall’impianto attualmente autorizzato».

Rispondi